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lunedì 4 maggio 2026

2026 ~ Comprendere il PBR e il ruolo del farmacista: il caso di Luciano e l’esperienza dei pazienti

Il Prurito Brachioradiale (PBR) è una condizione poco conosciuta, spesso sottovalutata e frequentemente confusa con irritazioni comuni. Chi ne soffre arriva in farmacia dopo anni di tentativi falliti, con un livello di frustrazione molto alto e con il desiderio di trovare finalmente un interlocutore competente.



Per questo motivo, il farmacista ha un ruolo decisivo: può diventare il primo punto di orientamento, oppure — senza volerlo — il motivo per cui il paziente rinuncia a un percorso che potrebbe aiutarlo.

1. Il caso di Luciano (2016): un episodio reale, documentato e risolto

Nel 2016 Luciano vive un episodio severo di PBR. Documenta tutto: sintomi, andamento, stagionalità, tentativi falliti, routine cosmetica adottata. Il disturbo si risolve completamente e non si ripresenta per nove anni.

Questo caso è diventato negli anni un riferimento per molti pazienti che cercano informazioni affidabili.

2. 2022: una rielaborazione divulgativa, non un nuovo episodio

Nel 2022 non si verifica alcun nuovo episodio. L’articolo pubblicato in quell’anno è una rielaborazione divulgativa della storia del 2016, con fotografie e spiegazioni più chiare, pensata per aiutare altri pazienti a riconoscere i sintomi e a gestire la pelle in modo corretto.

È importante che il farmacista distingua:

per evitare interpretazioni errate.

3. 2025: un episodio diverso, non correlato al PBR

Nel 2025 Luciano vive un nuovo disturbo cutaneo, ma di natura diversa: non è PBR, non è stagionale, non è legato al sole.

Questo conferma che il PBR del 2016 è rimasto risolto per nove anni.

4. Quando il farmacista diventa un ostacolo: il caso della signora del 2020

Nel 2020 una signora contatta CercoSano dopo aver letto la storia di Luciano.Riconosce i sintomi, soffre da dieci anni, non dorme più, gli antistaminici non funzionano.È disperata e cerca una strada.

Come sempre, le viene spiegato che:

  • Macrogel è un cosmetico

  • non sostituisce il dermatologo

  • può essere acquistato tramite la sua farmacia di fiducia

  • il farmacista deve contattare CercoSano per attivare il listino dedicato

La signora comprende, ringrazia e coinvolge la sua farmacista.

Dopo alcuni giorni, la risposta:

“Con la farmacista abbiamo optato per altro.”

Nessuna richiesta dalla farmacia. Nessuna verifica. Nessun contatto.

La farmacista, non conoscendo il prodotto, propone un’alternativa generica. Un gesto comprensibile, ma che ha un effetto preciso:

interrompe il percorso del paziente, che rinuncia proprio quando aveva trovato una possibile soluzione.

Questo episodio non è isolato: è una dinamica frequente.

5. Perché questo riguarda direttamente il farmacista

Il farmacista è il primo filtro tra il paziente e qualsiasi percorso di benessere. Quando non conosce un prodotto, spesso lo scarta. Non per malafede, ma per prudenza.

Tuttavia, nel caso del PBR, questo atteggiamento può avere conseguenze:

  • il paziente rinuncia

  • il disturbo continua

  • la farmacia perde un’occasione di supporto

  • si crea un clima di sfiducia

Il farmacista non deve “vendere”, ma valutare. E per valutare serve informazione.

6. Il ruolo del farmacista come alleato

Un farmacista informato può:

  • riconoscere i segnali tipici del PBR

  • distinguere irritazioni comuni da disturbi ricorrenti

  • indirizzare correttamente il paziente

  • proporre cosmetici adatti alla pelle irritata

  • collaborare con il produttore per chiarire dubbi

  • evitare che il paziente cada in soluzioni casuali trovate online

La collaborazione non è un rischio: è un valore.

7. Conclusione: informazione, ascolto e collaborazione

La storia di Luciano e il caso della signora del 2020 mostrano due scenari opposti:

  • quando il paziente trova ascolto e continuità, il percorso funziona

  • quando il farmacista non approfondisce, il paziente rinuncia

Il farmacista può fare la differenza. Non servono competenze specialistiche: basta ascoltare, informarsi e non scartare ciò che non si conosce.

Il PBR è raro, ma i pazienti che soffrono sono reali. E spesso arrivano in farmacia dopo anni di tentativi falliti.

Un farmacista informato può diventare il punto di svolta. 

C’è un aspetto che spesso passa inosservato, ma che merita di essere ricordato. Le sostanze contenute nei due cosmetici — aloe, propoli, olivo, estratti vegetali — sono note da sempre nella tradizione naturale per le loro proprietà. Nel Kit Benessere, però, queste sostanze non agiscono da sole: sono diluite e veicolate dall’AcquaBase di Torino, una base acquosa decantata secondo il Metodo CercoSano, che da anni utilizzo per migliorare la coerenza e la distribuzione delle miscele.

Non è una promessa di effetti speciali. È semplicemente un modo diverso di formulare: più essenziale, più rispettoso, più vicino alla natura delle cose. Macrosap75 prepara la pelle con una detersione equilibrata. Macrogel completa il gesto con una freschezza leggera e un comfort immediato. E l’AcquaBase di Torino fa da filo conduttore, accompagnando gli estratti vegetali in una forma più armonica e più uniforme. Alla fine, resta un invito alla semplicità: lasciare che la pelle faccia il suo percorso, con rimedi alternativi che non la forzano, ma la accompagnano.

Per un Mondo più Sano! Soprattutto evitare i veleni!

 

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  • Carmine Zannella
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#Macrogel #CosmeticoNaturale #BenessereCutaneo #ComfortDellaPelle #RoutinePostEvento #KitBenessereCercoSano #CosmeticaTecnica #Dermocosmetico #PelleSensibile #CosmeticaEtica #FarmaciaItaliana #CosmeticoMultiuso #AcquaBase #MacroSap75 #CercoSano


domenica 3 maggio 2026

2026 ~ Macrogel: il supporto cosmetico dopo il primo soccorso

 Quando capita un piccolo incidente — un graffio, un’abrasione, un incontro ravvicinato con un animale — la priorità è sempre il primo soccorso: pulizia, disinfezione e medicazione secondo indicazioni mediche.



Solo dopo che la ferita è stata trattata e la pelle è nuovamente integra, entra in gioco la parte cosmetica: quella che aiuta la pelle a ritrovare comfort, idratazione e un aspetto più uniforme.

È qui che molti utenti, negli anni, hanno scelto di utilizzare Macrogel.

Perché proprio Macrogel in questa fase?

Perché offre:

  • una sensazione immediata di freschezza

  • una riduzione della sensazione di pelle che tira

  • un film leggero che protegge dall’attrito

  • un supporto cosmetico alla normale rigenerazione cutanea

Non parliamo di guarigione — non sarebbe corretto — ma di benessere cutaneo e di una pelle che, giorno dopo giorno, appare più distesa e uniforme.

Routine cosmetica post‑evento

Dopo che la pelle è chiusa e integra:

  1. detergere delicatamente con Macrosap75

  2. asciugare senza strofinare

  3. applicare un velo sottile di Macrogel

  4. lasciare assorbire naturalmente

La costanza, come sempre, fa la differenza.

Una testimonianza che vale più di mille parole



Negli anni ho ricevuto molte esperienze simili: dopo un evento traumatico, una volta concluso il primo soccorso, Macrogel ha offerto comfort, idratazione e una percezione di pelle più elastica e meno tesa. E nel tempo, l’aspetto delle cicatrici è risultato più uniforme.


C’è un aspetto che spesso passa inosservato, ma che merita di essere ricordato. Le sostanze contenute nei due cosmetici — aloe, propoli, olivo, estratti vegetali — sono note da sempre nella tradizione naturale per le loro proprietà. Nel Kit Benessere, però, queste sostanze non agiscono da sole: sono diluite e veicolate dall’AcquaBase di Torino, una base acquosa decantata secondo il Metodo CercoSano, che da anni utilizzo per migliorare la coerenza e la distribuzione delle miscele.

Non è una promessa di effetti speciali. È semplicemente un modo diverso di formulare: più essenziale, più rispettoso, più vicino alla natura delle cose. Macrosap75 prepara la pelle con una detersione equilibrata. Macrogel completa il gesto con una freschezza leggera e un comfort immediato. E l’AcquaBase di Torino fa da filo conduttore, accompagnando gli estratti vegetali in una forma più armonica e più uniforme. Alla fine, resta un invito alla semplicità: lasciare che la pelle faccia il suo percorso, con rimedi alternativi che non la forzano, ma la accompagnano.

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2026 ~ Quando il cane marca in casa: un disabituante ecologico che oggi puoi preparare da solo

 Chi vive con un cane lo sa: ci sono periodi in cui, senza un motivo apparente, il cane ricomincia a marcare angoli, mobili, porte o punti specifici della casa.



Non è cattiveria, non è dispetto: è comportamento territoriale, un modo per dire “questo è il mio posto”.

E quando un cane individua “il suo punto”, tende a ripeterlo sempre lì.

Negli anni ho incontrato decine di persone con lo stesso problema. Tutte cercavano la stessa cosa:

👉 un disabituante che funzionasse davvero, senza odori forti e senza sostanze aggressive.

🌱 Dal vecchio Biolady alla soluzione di oggi

Per molti anni il prodotto più efficace che proponevo era Biolady, un detergente ecologico che aveva una caratteristica unica: non copriva l’odore, ma cambiava la percezione olfattiva del cane.

Oggi Biolady non è più in produzione. Ma la buona notizia è che lo stesso principio si può ottenere in modo semplice, usando:

  • AcquaBase di Torino

  • un sapone liquido concentrato (quello dei piatti è perfetto)

La miscela finale è un detergente attivo, ecologico e disabituante, identico nella logica a ciò che funzionava anni fa.

🧪 Come preparare il disabituante ecologico (versione 2026)

Ingredienti per 1 litro di prodotto:

  • 25 ml di AcquaBase di Torino (basta una piccola quantità: è la parte attiva che rende l’acqua più coerente e stabile)

  • 975 ml di acqua del rubinetto

  • 2–3 ml di sapone liquido concentrato (pochissimo, serve solo come tensioattivo leggero)

Perché bastano solo 25 ml di AcquaBase?

Perché AcquaBase non è un detergente: lavora per coerenza, non per quantità.

25 ml sono più che sufficienti per:

  • stabilizzare l’acqua

  • migliorare la distribuzione del tensioattivo

  • rendere la superficie “non marcabile” dal cane

  • ottenere lo stesso effetto dei vecchi disabituanti ecologici

Con una tanica da 5 litri si preparano 200 litri di prodotto finito.

Preparazione:

  1. Versa l’acqua in un flacone spray.

  2. Aggiungi 25 ml di AcquaBase.

  3. Aggiungi 2–3 ml di sapone liquido.

  4. Agita leggermente.

La miscela è pronta: ecologica, efficace e sicura per animali e superfici.



🧴 Come si usa

  • pulisci bene la zona dove il cane fa la pipì

  • spruzza la miscela

  • ripeti ogni 3 giorni nelle prime settimane

  • poi solo quando serve

Il cane annusa, percepisce un “messaggio diverso” e non marca più quel punto.

🐶 Testimonianze reali raccolte negli anni

Ughetto, il chihuahua che marcava ovunque

La sua proprietaria aveva provato di tutto: spray costosi, feromoni, pannolini. Niente funzionava.

Dopo il trattamento:

“Ughetto annusa, annusa, annusa… e poi va sulla traversina. Non so cosa gli scatti nella testa, ma funziona.”

Costanza: una spruzzata ogni 3 giorni.

Seclì, il cane dello studio

Faceva la pipì sempre nello stesso punto, vicino alla porta‑finestra.

Dopo il trattamento:

“Annusa, si sposta e tocca il vetro con la zampa per chiedere di uscire.”

Il cliente del mercatino di Torino

Un episodio che vale più di mille spiegazioni.

Lui: “Il suo prodotto non funziona. Dopo tre giorni il cane ha rifatto la pipì.”

Io (sorridendo): “Quindi funziona. Ora sa che ogni tre giorni va rifatto il trattamento.”

E aveva ragione: il cane aveva smesso per tre giorni, poi aveva ricominciato quando l’effetto era svanito.

🏡 Perché funziona davvero

Il segreto non è “coprire l’odore”. Il segreto è cambiare la coerenza della superficie, rendendola:

  • meno interessante

  • meno marcabile

  • meno riconoscibile come “punto suo”

Il cane non trova più il suo riferimento olfattivo e sceglie un altro posto (di solito la traversina).

🌿 Un vantaggio in più: igiene e odori sotto controllo

La miscela:

  • pulisce

  • elimina gli odori persistenti

  • non irrita

  • non lascia residui

  • è sicura per animali e superfici

E può essere usata anche:

  • sulla cuccia

  • sui tessuti

  • vicino alle porte

  • sulle zone esterne dove marcano i gatti

🎯 Conclusione

Questo articolo, aggiornato al 2026, racconta una verità semplice:



👉 Un disabituante ecologico può funzionare davvero, se è coerente e se viene applicato con costanza. 👉 E oggi chiunque può prepararlo da solo, grazie ad AcquaBase di Torino.

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  • Carmine Zannella
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sabato 2 maggio 2026

2026 ~ Quando le caviglie parlano: una storia vera di microcircolazione, buone abitudini e un aiuto inaspettato

 


Introduzione: perché le caviglie si gonfiano?

Il gonfiore a gambe e caviglie è un disturbo molto comune, spesso legato a microcircolazione rallentata, postura, caldo, sedentarietà o lunghi periodi in piedi. Le buone pratiche consigliate includono:

  • sollevare le gambe durante il riposo

  • ridurre il sale

  • bere acqua a sufficienza

  • camminare regolarmente

  • usare calze a compressione graduata

  • alternare docce fredde

  • ricorrere a massaggi drenanti quando indicato

Accanto a queste abitudini, molte persone negli anni hanno trovato beneficio anche da una routine cosmetica semplice, basata su Macrosap75 e Macrogel.

Una storia vera che ha fatto il giro della Liguria

All’inizio degli anni 2000 partecipavo spesso ai mercatini del biologico per far conoscere il Macrogel. Fu in quel periodo che iniziai a ricevere telefonate da diverse zone della Liguria: “Il dottor XX mi ha consigliato il Macrogel.”

All’inizio pensai a un equivoco. Perché un medico avrebbe dovuto suggerire un cosmetico naturale composto principalmente da Aqua 96,1%, Aloe vera, Propoli, Uncaria tomentosa ed estratti vegetali?

La risposta arrivò quando ebbi modo di incontrarlo.

Il caso della signora con le caviglie sempre gonfie

Il Dr. XX mi raccontò che una sua paziente soffriva da anni di gonfiore alle caviglie. Aveva seguito varie indicazioni mediche, senza ottenere miglioramenti significativi. Un giorno acquistò un tubo di Macrogel al mercatino di Acqui Terme.



Il medico, prima di farle usare qualsiasi prodotto, volle leggere l’INCI: acqua, aloe, propoli, estratti vegetali… nulla di problematico. Le disse: “Può usarlo, non le farà male.”

Non si aspettava altro.



E invece, dopo pochi giorni, la signora tornò con le caviglie più leggere, meno gonfie e senza la tensione che la accompagnava da tempo. Il medico, stupito, le chiese di acquistare un altro tubo… per lui.



Da quel momento iniziò a suggerirlo privatamente ad altre persone, sempre con prudenza e senza attribuire funzioni mediche. Ma riconoscendo che, in alcuni casi, un cosmetico ben formulato può offrire un supporto reale nella cura quotidiana.

Routine cosmetica utile per gambe e caviglie affaticate

Negli anni molte persone hanno riportato beneficio seguendo una routine semplice:

1. Detersione delicata con Macrosap75

Aiuta a rimuovere impurità e sudore senza irritare la pelle.

2. Applicazione di un velo di Macrogel

La sua texture fresca e gli estratti vegetali creano un film leggero e confortevole.

3. Avvolgimento con pellicola trasparente (domopak)

Senza stringere: serve solo a mantenere il gel in sede.

4. Lasciare agire la notte

Molti riferivano di notare già dal mattino una sensazione di leggerezza e pelle più distesa.

Naturalmente si tratta di un cosmetico, non di un trattamento medico. Ma l’esperienza diretta delle persone, quando è costante negli anni, merita di essere raccontata.

Perché questa storia è utile

Raccontare episodi reali permette di comprendere come:

  • una buona routine di cura personale

  • ingredienti vegetali ben selezionati

  • un cosmetico delicato e ben tollerato

  • un uso costante

possano contribuire al benessere quotidiano delle gambe affaticate.

La cosmetica non sostituisce la medicina, ma può affiancarla con buon senso, rispetto delle norme e ascolto delle persone.




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