Il Prurito Brachioradiale (PBR) è una condizione poco conosciuta, spesso sottovalutata e frequentemente confusa con irritazioni comuni. Chi ne soffre arriva in farmacia dopo anni di tentativi falliti, con un livello di frustrazione molto alto e con il desiderio di trovare finalmente un interlocutore competente.
Per questo motivo, il farmacista ha un ruolo decisivo: può diventare il primo punto di orientamento, oppure — senza volerlo — il motivo per cui il paziente rinuncia a un percorso che potrebbe aiutarlo.
1. Il caso di Luciano (2016): un episodio reale, documentato e risolto
Nel 2016 Luciano vive un episodio severo di PBR. Documenta tutto: sintomi, andamento, stagionalità, tentativi falliti, routine cosmetica adottata. Il disturbo si risolve completamente e non si ripresenta per nove anni.
Questo caso è diventato negli anni un riferimento per molti pazienti che cercano informazioni affidabili.
2. 2022: una rielaborazione divulgativa, non un nuovo episodio
Nel 2022 non si verifica alcun nuovo episodio. L’articolo pubblicato in quell’anno è una rielaborazione divulgativa della storia del 2016, con fotografie e spiegazioni più chiare, pensata per aiutare altri pazienti a riconoscere i sintomi e a gestire la pelle in modo corretto.
È importante che il farmacista distingua:
episodio clinico reale (2016)
per evitare interpretazioni errate.
3. 2025: un episodio diverso, non correlato al PBR
Nel 2025 Luciano vive un nuovo disturbo cutaneo, ma di natura diversa: non è PBR, non è stagionale, non è legato al sole.
Questo conferma che il PBR del 2016 è rimasto risolto per nove anni.
4. Quando il farmacista diventa un ostacolo: il caso della signora del 2020
Come sempre, le viene spiegato che:
Macrogel è un cosmetico
non sostituisce il dermatologo
può essere acquistato tramite la sua farmacia di fiducia
il farmacista deve contattare CercoSano per attivare il listino dedicato
La signora comprende, ringrazia e coinvolge la sua farmacista.
Dopo alcuni giorni, la risposta:
“Con la farmacista abbiamo optato per altro.”
Nessuna richiesta dalla farmacia. Nessuna verifica. Nessun contatto.
La farmacista, non conoscendo il prodotto, propone un’alternativa generica. Un gesto comprensibile, ma che ha un effetto preciso:
interrompe il percorso del paziente, che rinuncia proprio quando aveva trovato una possibile soluzione.
Questo episodio non è isolato: è una dinamica frequente.
5. Perché questo riguarda direttamente il farmacista
Il farmacista è il primo filtro tra il paziente e qualsiasi percorso di benessere. Quando non conosce un prodotto, spesso lo scarta. Non per malafede, ma per prudenza.
Tuttavia, nel caso del PBR, questo atteggiamento può avere conseguenze:
il paziente rinuncia
il disturbo continua
la farmacia perde un’occasione di supporto
si crea un clima di sfiducia
Il farmacista non deve “vendere”, ma valutare. E per valutare serve informazione.
6. Il ruolo del farmacista come alleato
Un farmacista informato può:
riconoscere i segnali tipici del PBR
distinguere irritazioni comuni da disturbi ricorrenti
indirizzare correttamente il paziente
proporre cosmetici adatti alla pelle irritata
collaborare con il produttore per chiarire dubbi
evitare che il paziente cada in soluzioni casuali trovate online
La collaborazione non è un rischio: è un valore.
7. Conclusione: informazione, ascolto e collaborazione
La storia di Luciano e il caso della signora del 2020 mostrano due scenari opposti:
quando il paziente trova ascolto e continuità, il percorso funziona
quando il farmacista non approfondisce, il paziente rinuncia
Il farmacista può fare la differenza. Non servono competenze specialistiche: basta ascoltare, informarsi e non scartare ciò che non si conosce.
Il PBR è raro, ma i pazienti che soffrono sono reali. E spesso arrivano in farmacia dopo anni di tentativi falliti.
Un farmacista informato può diventare il punto di svolta.
C’è un aspetto che spesso passa inosservato, ma che merita di essere ricordato. Le sostanze contenute nei due cosmetici — aloe, propoli, olivo, estratti vegetali — sono note da sempre nella tradizione naturale per le loro proprietà. Nel Kit Benessere, però, queste sostanze non agiscono da sole: sono diluite e veicolate dall’AcquaBase di Torino, una base acquosa decantata secondo il Metodo CercoSano, che da anni utilizzo per migliorare la coerenza e la distribuzione delle miscele.
Non è una promessa di effetti speciali. È semplicemente un modo diverso di formulare: più essenziale, più rispettoso, più vicino alla natura delle cose. Macrosap75 prepara la pelle con una detersione equilibrata. Macrogel completa il gesto con una freschezza leggera e un comfort immediato. E l’AcquaBase di Torino fa da filo conduttore, accompagnando gli estratti vegetali in una forma più armonica e più uniforme. Alla fine, resta un invito alla semplicità: lasciare che la pelle faccia il suo percorso, con rimedi alternativi che non la forzano, ma la accompagnano.
Per un Mondo più Sano! Soprattutto evitare i veleni!
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