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lunedì 25 maggio 2026

2026 ~ Pulizia delle arnie, Varroa e buone pratiche

 


Esperienza di campo e uso tecnico dell’AcquaBase di Torino

1. Introduzione

La gestione dell’igiene dell’alveare e il controllo della Varroa sono due aspetti fondamentali dell’apicoltura moderna. Oltre ai trattamenti ufficiali, alcuni apicoltori sperimentano tecniche che migliorano la distribuzione delle miscele e la pulizia delle superfici interne dell’arnia.

Questa scheda riassume un confronto reale con l’apicoltore Giuseppe Mortara, che ha condiviso osservazioni utili e pratiche maturate sul campo.

2. L’esperienza di Beppe Mortara

Secondo Beppe, l’uso dell’AcquaBase di Torino in combinazione con prodotti come Vitaoxygen può facilitare una pulizia più uniforme delle arnie e dei materiali.

“L’AcquaBase, utilizzata con Vitaoxygen, dà un effetto unico sulla disinfettazione delle arnie e dei materiali, senza danneggiare le api. Spruzzata anche sulle api non ha mai dato problemi e ha contribuito a eliminare spore di virosi di vario genere.”

Queste osservazioni rappresentano esperienza di campo, non affermazioni sanitarie.

3. Trattamenti ufficiali contro la Varroa

Beppe ricorda un punto fondamentale:

  • L’acido ossalico abbatte la Varroa.

  • Apibioxal è la formulazione ufficiale autorizzata.

L’AcquaBase di Torino non sostituisce questi trattamenti, ma può essere valutata come supporto tecnico per migliorare la distribuzione delle miscele consentite.

4. Frequenza delle visite e delle applicazioni

  • Le visite ispettive in questo periodo possono essere frequenti: ogni 2–3 giorni.

  • Le applicazioni di ossalico o Apibioxal devono essere più distanziate: ogni 10–12 giorni, per evitare stress alla colonia.

5. Il ruolo tecnico dell’AcquaBase

L’AcquaBase di Torino può essere utilizzata come veicolo fisico per ottenere miscele più uniformi:

“Per chi prepara miscele leggere da nebulizzare o distribuire in apiario, l’AcquaBase di Torino può essere valutata come supporto tecnico utile a ottenere una dispersione più fine e uniforme dei componenti.”

Non è un trattamento, non è un medicinale: è un mezzo di dispersione.

6. Precisazione

L’unico supporto tecnico attuale è l’AcquaBase di Torino.

7. Buone pratiche operative

  • Mantenere l’arnia pulita e asciutta.

  • Effettuare visite regolari, soprattutto nei periodi critici.

  • Usare i trattamenti ufficiali secondo normativa.

  • Valutare l’uso dell’AcquaBase come supporto tecnico nelle miscele leggere.

  • Annotare sempre interventi, condizioni e risultati.

  • Confrontarsi con altri apicoltori per migliorare le pratiche.

8. Conclusione

L’esperienza di campo, unita al rispetto delle norme e all’uso corretto dei trattamenti ufficiali, permette di mantenere colonie più sane e produttive. L’AcquaBase di Torino può rappresentare un valido supporto tecnico per la distribuzione delle miscele, mentre l’acido ossalico e l’Apibioxal restano i riferimenti ufficiali per il controllo della Varroa.

Per un Mondo più Sano! Soprattutto evitare i veleni!

LA SCHEDA TECNICA


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2026 ~ Probiotici e Varroa: indicazioni pratiche per l’apicoltore

 


1. Perché usare i probiotici nelle api

Il microbioma intestinale delle api è una delle prime difese contro stress, patogeni e squilibri nutrizionali. L’uso di probiotici non sostituisce i trattamenti obbligatori, ma può sostenere la resilienza della colonia in condizioni difficili.

2. La formulazione LX3

LX3 è una miscela di tre lattobacilli studiati per il loro effetto immunostimolante:

Questi ceppi non eliminano Varroa, ma possono migliorare la risposta allo stress e sostenere il microbioma.

3. Come somministrare LX3

Lo studio ha confrontato due metodi:

  • BioPattyefficace nel mantenere bassi i livelli di Varroa

  • Spraynon efficace contro Varroa, utile solo contro alcuni patogeni della covata

La BioPatty è risultata efficace in ambienti urbani, agricoli e naturali.

4. Perché la BioPatty funziona meglio

Possibili motivi:

  • Le operaie distribuiscono la polpetta alle larve

  • L’acido lattico può disturbare la mobilità della Varroa

  • Il microbioma viene temporaneamente riequilibrato

  • Possibile stimolo dell’immunità innata o del comportamento igienico

LX3 non colonizza stabilmente l’intestino, ma viene assorbito temporaneamente.

5. Quando usare i probiotici in apiario

  • Stress ambientale

  • Carenza di polline

  • Pressione di Varroa in aumento

  • Dopo trattamenti che alterano il microbioma

  • In colonie deboli o in ripresa

6. Consigli operativi

  • Somministrare BioPatty ogni 7–10 giorni nei periodi critici

  • Posizionarla sopra i telaini, vicino al glomere

  • Annotare consumi, comportamento e andamento della Varroa

  • Integrare i probiotici in una strategia più ampia: nutrizione, igiene, genetica, monitoraggio

7. Un supporto tecnico: l’AcquaBase di Torino

Per le miscele leggere utilizzate in apiario:

Per chi prepara miscele leggere da nebulizzare o distribuire in apiario, l’AcquaBase di Torino può essere valutata come supporto tecnico utile a ottenere una dispersione più fine e uniforme dei componenti.

L’AcquaBase agisce come veicolo fisico, non come trattamento sanitario.

8. Errori da evitare

  • Usare probiotici solo in spray per Varroa

  • Somministrare BioPatty durante forti flussi nettariferi

  • Preparare grandi quantità di miscela in anticipo

  • Considerare i probiotici come “cura”

  • Trascurare il monitoraggio della Varroa

9. In sintesi

  • LX3 è un supporto utile nella gestione integrata della Varroa

  • La BioPatty è il metodo efficace

  • Lo spray funziona solo contro alcuni patogeni della covata

  • L’AcquaBase può essere un valido veicolo tecnico per miscele leggere

  • I probiotici vanno inseriti in una strategia completa e responsabile

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2026 ~ Quando la pelle ritrova calma dopo un’ustione: una storia di cura personale

 Ci sono eventi che arrivano all’improvviso e lasciano un segno profondo, non solo sulla pelle.

Altre info [QUI]


Per Paolo, più di settant’anni portati con dignità e passo leggero, l’ustione è stata uno di quei momenti che costringono a fermarsi, a riconsiderare i gesti quotidiani, a misurare il tempo con una nuova attenzione.

Dopo le medicazioni e il percorso sanitario necessario, è iniziata la fase più silenziosa: quella in cui la pelle, ormai chiusa, chiede calma, rispetto, piccoli gesti costanti. È in questo spazio che Paolo ha ritrovato un ritmo tutto suo, fatto di osservazione, pazienza e una routine cosmetica semplice, scelta per dare comfort e morbidezza alla zona che era stata colpita.

Ogni giorno, seduto sulla sua poltrona preferita, arrotolava i pantaloni della tuta sopra le ginocchia e si prendeva qualche minuto per guardare la pelle che cambiava, che si distendeva, che tornava a essere parte di lui senza più richiamare il trauma. Sul tavolino, accanto ai suoi occhiali e al giornale, c’era anche il tubo del Macrogel che aveva scelto per accompagnare questo percorso: un gesto quotidiano, discreto, che gli dava la sensazione di proteggere e rispettare quella parte di sé che aveva sofferto.



Paolo conosceva bene gli ingredienti presenti nel gel: Aloe vera, Propoli, Uncaria tomentosa, estratto di semi di pompelmo, erba di grano, estratto di olivo. Sostanze note in letteratura per le loro proprietà lenitive, protettive o antiossidanti. Non promesse, non scorciatoie: semplicemente elementi naturali che, nella sua esperienza personale, contribuivano a rendere la pelle più confortevole e meno tesa durante la giornata.

Questa routine non ha mai avuto la pretesa di sostituire cure o trattamenti medici. È stata, piuttosto, una forma di attenzione quotidiana, un modo per ristabilire un rapporto sereno con una parte del corpo che aveva attraversato un momento difficile.

Oggi Paolo guarda le sue gambe con una serenità nuova. Non cerca più il segno dell’incidente, non lo teme e non lo evita: lo riconosce come parte della sua storia, ma non come qualcosa che lo definisce.

La sua routine cosmetica è rimasta semplice, quasi rituale. Un gesto quotidiano che gli ricorda che la pelle, come la vita, ha bisogno di tempo, di ascolto e di delicatezza. E mentre si siede sulla sua poltrona, con i pantaloni arrotolati e la luce del pomeriggio che entra dalla finestra, sente che quel percorso — fatto di pazienza, attenzione e cura personale — gli appartiene più di qualsiasi trauma.

Questa non è la storia di un prodotto. È la storia di un uomo che ha attraversato una prova difficile e che, passo dopo passo, ha ritrovato un equilibrio gentile con il proprio corpo.

La storia dietro il gel: una collaborazione che nasce dalla competenza e dalla fiducia Dietro ogni tubo di Macrogel c’è un percorso che non si vede, fatto di persone, di scelte consapevoli e di una collaborazione che dura da oltre dieci anni. Una collaborazione che nasce dall’incontro tra l’AcquaBase di Torino — inviata a ogni nuovo lotto per garantire continuità e identità alla formulazione — e il lavoro attento del laboratorio cosmetico artigianale La.Co.Da., nel cuore della Val di Fiemme. A guidare questo laboratorio c’è Silvia Dagostin, farmacista laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, con un master in cosmetica e un passato di ricerca presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige.Per sette anni Silvia ha studiato prodotti biologici per il controllo dei funghi della vite, un’esperienza che le ha dato un approccio rigoroso, scientifico e profondamente rispettoso della materia prima. Nel 2011, insieme ad altre professioniste della valle, ha fondato La.Co.Da.: un laboratorio dove tradizione e scienza si incontrano, e dove le piante officinali — raccolte e lavorate a mano — diventano il cuore di cosmetici artigianali pensati per il benessere della persona. Le loro preparazioni spaziano dalle creme ai detergenti, dai saponi ai prodotti per le SPA, fino alle linee personalizzate create per agricoltori, erboristerie, farmacie, centri estetici e hotel. Ogni formula nasce con un’attenzione particolare alla naturalità, alla qualità delle materie prime e alla coerenza con l’identità di chi la richiede. Accanto a Silvia lavorano Valentina, tecnico erborista e suo braccio destro nella ricerca e sviluppo, e poi Silvia, Mariangela e Fiorella, impegnate nella produzione e nel confezionamento. Un team piccolo, competente, affiatato, che porta avanti un’idea di cosmetica artigianale, pulita, essenziale. Sotto il laboratorio si trova la parafarmacia “A fior di pelle”, dove Elisabetta — con professionalità e cortesia — accompagna i clienti nella scelta dei prodotti. Qui la cosmetica artigianale incontra altre linee selezionate con cura: oli essenziali, prodotti per bambini, per animali domestici, articoli ortopedici. Tutto scelto con un criterio semplice: qualità prima della pubblicità. Tra i progetti futuri ci sono un e‑commerce e uno spazio dedicato ai trattamenti e alle analisi più richieste. Segni di un laboratorio che cresce senza perdere la sua identità. È in questo contesto — fatto di competenza, ricerca, manualità e rispetto per la natura — che nasce ogni lotto di Macrogel. Un prodotto che non promette miracoli, ma che porta con sé una storia di coerenza, cura e collaborazione che dura da più di un decennio.

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2026 ~ Fiorissima 2026 – Ovada accoglie la natura che si racconta

 Nel verde del Parco Sandro Pertini di Ovada, il 6 e 7 giugno torna Fiorissima – Mostra Mercato Florovivaistica, appuntamento atteso da appassionati, professionisti e famiglie. Tra i viali alberati e le aiuole in fiore, la manifestazione propone un fine settimana dedicato alla bellezza delle piante, alla cultura del giardino e alla sostenibilità.

rose, ortensie e piccoli frutti

L’atmosfera è quella delle grandi occasioni: laboratori per bambini, incontri tecnici, degustazioni e conferenze che intrecciano esperienze di vivaisti, agronomi e divulgatori. Ma il vero filo conduttore resta la cura della natura, tema che Fiorissima porta avanti da anni con coerenza e passione.

🌿 Vivai Veimaro – la qualità che nasce dall’acqua

Tra gli espositori più attesi spicca Vivai Veimaro, realtà biellese che da oltre cinquant’anni coltiva rose, ortensie e piccoli frutti con un approccio tecnico e rispettoso dei cicli naturali. Le piante Veimaro sono conosciute per la loro robustezza e per la bellezza equilibrata che deriva da un metodo di coltivazione unico: l’uso di AcquaBase autoprodotta con il metodo di decantazione CercoSano.

Questo sistema, perfezionato nel tempo, consente di ottenere un’acqua di trattamento stabile e leggera, ideale per veicolare sostanze naturali e ridurre al minimo i dosaggi. Il risultato è una pianta più sana, più resistente e più vicina all’ambiente che la ospita.



🌸 Un vivaio che racconta la sua esperienza

Allo stand n. 34, i visitatori potranno conoscere da vicino le varietà di rose e ortensie selezionate da Franco Veimaro e dal suo team, frutto di anni di osservazione e sperimentazione. Ogni pianta è il risultato di un equilibrio tra tecnica e sensibilità, tra conoscenza agronomica e rispetto per la vita vegetale.

Vivai Veimaro non propone solo piante, ma una filosofia: coltivare con attenzione, osservare i ritmi naturali, scegliere metodi leggeri e sostenibili. Un approccio che si inserisce perfettamente nello spirito di Fiorissima, dove la natura non è solo esposta, ma si racconta.

🌼 Un fine settimana di incontri e scoperte

Accanto ai vivai, Fiorissima ospiterà laboratori di cesteria, interventi dell’Istituto Agrario Barletti di Ovada, conferenze sul giardinaggio sostenibile e degustazioni di vini locali. Un’occasione per imparare, condividere e riscoprire il valore del verde come spazio di vita e di cultura.

Fiorissima – Mostra Mercato Florovivaistica 📍 Parco Sandro Pertini – Ovada (AL) 📅 Sabato 6 e Domenica 7 Giugno 2026 🌹 Stand 34 – Vivai Veimaro Via Giovanni Amendola, 486/A – Cossato (BI) Cell. 345 096 4579 – info@vivaiveimaro.com

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domenica 24 maggio 2026

2026 ~ Fragaria nilgerrensis: la fragola “pesca” coltivata da Vivai Veimaro

 Negli ultimi anni l’interesse verso i piccoli frutti rari è cresciuto, ma poche realtà in Italia hanno scelto di specializzarsi in specie davvero insolite. Tra queste c’è Vivai Veimaro, che continua a distinguersi per la capacità di introdurre varietà poco conosciute, coltivate con cura e sperimentazione costante.

Vivai Veimaro


Tra le ultime novità spicca la Fragaria nilgerrensis, una specie selvatica asiatica originaria delle montagne dell’Himalaya e del Tibet. In Italia è conosciuta come fragola pesca o fragola aprikos, per il suo aroma caratteristico che richiama pesca e albicocca.

🍓 Caratteristiche della Fragaria nilgerrensis

  • Frutto: piccolo, di forma conico‑arrotondata, colore bianco o rosa pallido

  • Superficie: leggermente pelosa, caratteristica distintiva rispetto alle fragole comuni

  • Aroma: dolce, senza acidità, con note di pesca e albicocca

  • Pianta: perenne, rustica, diploide

  • Coltivazione: predilige terreni umidi e ben drenati, tollera la mezz’ombra

  • Diffusione: quasi esclusivamente in ambito collezionistico e tra appassionati di piccoli frutti rari

🗣️ Un dialogo che racconta la pianta meglio di qualsiasi scheda tecnica

Dopo la pubblicazione della foto nel gruppo, è nato un breve scambio con Franco Veimaro che chiarisce l’identità della specie e il modo in cui viene gestita in vivaio.

Quando ho segnalato che il nome corretto è Fragaria nilgerrensis (spesso confusa con “nigeriensis”), se voleva potevo documentare, Franco ha risposto con la sua consueta disponibilità:

«Fai pure, sei autorizzato. Sono in buone mani.»

E poco dopo ha aggiunto un dettaglio importante:

«Magari mettici che costantemente trattate con il tuo prodotto corroborante.»

Alla sua domanda:

«Ma davvero tu pensi che senza il tuo corroborante le piante sarebbero così buone e rigogliose»

ho risposto in modo semplice e coerente con il nostro approccio:

«Ti ringrazio, ma senza la vostra esperienza l’AcquaBase non avrebbe la giusta risonanza.»

Questo scambio sintetizza bene il rapporto tra competenza vivaistica e gestione tecnica leggera: l’AcquaBase autoprodotta con Metodo CercoSano è un supporto costante, ma è l’esperienza di chi coltiva che fa la differenza.

🌿 L’uso dell’AcquaBase nel vivaio

Vivai Veimaro utilizza da tempo l’AcquaBase autoprodotta come acqua di base per l’irrigazione e per i trattamenti leggeri. Nel tempo, questa pratica ha contribuito a:

  • mantenere i pori fogliari più liberi

  • favorire una migliore fluidità linfatica

  • rendere le piante più reattive e uniformi

  • sostenere la crescita equilibrata anche in specie delicate o poco diffuse

È un approccio non invasivo, che si integra perfettamente con la loro esperienza sul campo.

🔗 Dalla Fragaria nilgerrensis alla mora bianca “Ice Berry”

La coltivazione della Fragaria nilgerrensis non è un episodio isolato. Solo poche settimane fa, Franco aveva presentato in esclusiva alla fiera di Paderna la mora bianca “Ice Berry”, una novità assoluta nel panorama dei piccoli frutti.

Fonte Foto


Questa continuità dimostra come Vivai Veimaro stia diventando un punto di riferimento per chi cerca:

  • specie rare

  • selezioni particolari

  • piccoli frutti non comuni

  • piante gestite con tecniche leggere e costanti

L’uso regolare dell’AcquaBase ha contribuito a creare un ambiente di coltivazione più stabile, permettendo al vivaio di sperimentare con maggiore sicurezza nuove varietà.

📌 Conclusione

La Fragaria nilgerrensis rappresenta perfettamente lo spirito di Vivai Veimaro: curiosità botanica, esperienza vivaistica e apertura verso specie rare.

Fonte Foto


Un vivaio che non si limita a coltivare, ma esplora, sperimenta e condivide, sostenuto da una gestione tecnica costante e da un approccio rispettoso della fisiologia delle piante.

Un piccolo frutto raro, raccontato attraverso un dialogo autentico e una collaborazione che unisce pratica e tecnica.

🌿 Vivai Veimaro – Cossato (BI) Indirizzo: Via Amendola 486/A – 13836 Cossato (BI) Telefono: +39 345 096 4579 Email: info@vivaiveimaro.com Sito: www.vivaiveimaro.com 📣 Restiamo in contatto Vivai Veimaro è sempre disponibile per confronti tecnici, richieste di piante rare e aggiornamenti sulle nuove varietà di piccoli frutti. Seguite le novità anche sui canali social dedicati al vivaio e alle collaborazioni con AcquaBase.

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