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lunedì 20 luglio 2026

2026 ~ Violetta: quando una routine cosmetica aiuta a ritrovare benessere

 Ci sono storie che non si dimenticano.

Violetta, finalmente serena: la sua pelle appare morbida, pulita ed elastica. Il benessere che si vede nella foto è frutto di cura, attenzione e della routine cosmetica applicata con costanza. Fonte Foto


La storia di Violetta è una di quelle: una cagnolina arrivata in canile in condizioni difficili, con una pelle stressata, disidratata, segnata da settimane di malessere. Non servono diagnosi per capire che stava soffrendo: bastava guardarla negli occhi.

In quei giorni, gli operatori del canile cercavano un modo per offrirle un po’ di sollievo. Non una cura – quella spetta sempre al veterinario – ma un supporto cosmetico delicato, qualcosa che potesse aiutarla a ritrovare comfort e pulizia.

È qui che entra in gioco la routine con Macrosap75 e Macrogel, utilizzata gratuitamente proprio per osservare se potesse contribuire al benessere della sua pelle.

🧴 Una routine semplice, applicata con cura

Gli operatori hanno iniziato con una detersione molto delicata usando Macrosap75, un cosmetico pensato per rispettare la cute. Dopo la pulizia, applicavano Macrogel, un gel cosmetico che dona morbidezza e comfort alle zone stressate.

Nessuna promessa, nessuna pretesa: solo una routine cosmetica costante, giorno dopo giorno.

🌿 I cambiamenti osservati nel tempo

Settimana dopo settimana, gli operatori hanno raccontato ciò che vedevano:

  • la pelle appariva più morbida,

  • le zone più rigide diventavano più elastiche,

  • la superficie cutanea risultava più pulita,

  • il pelo iniziava a ricrescere in modo più uniforme,

  • l’animale mostrava più comfort durante le manipolazioni.

Sono osservazioni spontanee, raccolte da chi si prendeva cura di lei ogni giorno. Non sono dichiarazioni mediche: sono semplici constatazioni cosmetiche, perfettamente legittime.

🐾 Il ruolo dei cosmetici nel benessere quotidiano

Macrosap75 e Macrogel non sono farmaci e non trattano patologie. Il loro compito è un altro:

  • detergere con delicatezza,

  • rispettare la cute,

  • favorire morbidezza ed elasticità,

  • contribuire al comfort nelle zone applicate.

In questo senso, la routine cosmetica ha accompagnato Violetta nel suo percorso di recupero, offrendo un sostegno alla pelle durante un periodo complesso.

💛 Il risultato finale è sempre un lavoro di squadra

Il benessere di Violetta è stato il frutto di:

  • attenzione veterinaria,

  • cura degli operatori,

  • amore di chi l’ha accolta,

  • una routine cosmetica costante e rispettosa.

Il cosmetico non “cura”, ma aiuta la pelle a ritrovare equilibrio. E quando un animale è fragile, anche questo può fare una grande differenza.



Conclusione

Macrogel e Macrosap75 sono cosmetici essenziali, coerenti e affidabili. Non promettono miracoli. Non curano malattie. Non sostituiscono il medico.

Ma aiutano la pelle a restare in equilibrio, giorno dopo giorno. E chi li usa da anni lo sa bene.

Per un Mondo più Sano! Soprattutto evitare più veleni!

 

LA SCHEDA TECNICA

 


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  • #AcquaBase dal 1997 è la Base della Gamma                                       CercoSano

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2026 ~ AcquaBase di Torino: troppo cara? Ma davvero?

 (cronache semiserie di un’acqua che va più lontano di quanto si pensi)

“Dalla tanica blu al cosmo: la stessa AcquaBase che decanta nel laboratorio CercoSano è quella scelta dalla NATO e dagli astronauti. Stabile, coerente, universale — come una Ferrari dell’acqua.”


C’è chi dice che l’AcquaBase di Torino è “troppo cara”. E ogni volta, chi la usa da vent’anni, sorride. Non perché sia ricco. Non perché ami spendere. Ma perché conosce la verità che nessuno si aspetta.

Quell’acqua — che non profuma, non schiuma, non promette miracoli — è la stessa che dal 2008 viene utilizzata nelle missioni spaziali internazionali. Sì, proprio quella: la SMAT di Torino. Quella che gli astronauti bevono. Quella che viene inserita nei giubbotti spaziali per schermare le radiazioni. Quella che la NATO In seguito ad un accordo siglato a luglio del 2002 tra THALES ALENIA SPACE e SMAT, ad aprile 2008, una prima fornitura di acqua prodotta a Torino è stata spedita. Scelta per la sua stabilità e costanza chimica.

E tu, Carmine, cosa fai? La prendi. La fai decantare in laboratorio. La imbottigli in taniche blu. E la consegni ai clienti.

È quasi poetico.

Lui paga.

E non chiede lo sconto.Mai.Da vent’anni.

Perché? Perché ha visto che le sue miscele non impazziscono, non separano, non cambiano colore. Funzionano sempre allo stesso modo, come un protocollo spaziale che non può permettersi errori.

🏎️ La Ferrari dell’acqua tecnica

Dire che AcquaBase di Torino è “troppo cara” è come dire che una Ferrari è “troppo rossa”. È una frase che non sta in piedi.

La Ferrari non la compri per andare al supermercato. La compri perché fa quello che nessun’altra fa.

AcquaBase di Torino è uguale: non la compri perché è acqua.

La compri perché è

l’unica acqua che fa quello che fa.
E se è abbastanza stabile per andare nello spazio… figurati per una miscela agricola.

🧪 Il paradosso che fa sorridere

  • È acqua.

  • È semplice.

  • È neutra.

  • È stabile.

  • È ripetibile.

E proprio per questo qualcuno pensa che “dovrebbe costare meno”.

Ma se fosse davvero “solo acqua”, non sarebbe stata scelta dalla NATO. Non sarebbe salita in orbita. Non sarebbe usata da aziende agricole che hanno cambiato tutto… tranne lei.

👩‍🦳 La Signora Puglisi e la sua filosofia

Lei compra la tanica dal 2016. Mai uno sconto. Mai una lamentela.

Quando le chiedi perché, risponde:

“Perché funziona. E quando una cosa funziona, non si cambia.”

E se funziona per gli astronauti, figuriamoci per il suo orto.

😄 Conclusione ironica ma vera

AcquaBase di Torino “troppo cara”? Forse sì… se la si guarda come acqua. Ma se la si guarda per quello che fa, allora no: è semplicemente coerente.

Come una Ferrari. Come un protocollo spaziale. Come quei prodotti che non devono convincere nessuno, perché parlano da soli.

Il Metodo CercoSano è uno di questi strumenti: semplice, accessibile, aperto a chi desidera provarlo.

Per un Mondo più Sano! Soprattutto evitare più veleni!

 

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2026 ~ Vivai Veimaro: il Powder Blue e la forza di una tecnica agricola che vive da oltre dieci anni con CercoSano

 

“Un operatore agricolo dei Vivai Veimaro, nel Biellese, irrora la miscela CercoSano su tutto il campo di mirtilli: un trattamento preventivo che da oltre dieci anni rafforza la vitalità delle piante e sostiene la loro naturale autodifesa.”

Nel cuore del Biellese, dove le colline respirano aria fresca e i campi raccontano storie di generazioni, c’è un vivaio che ha imparato a dialogare con la natura senza forzarla. I Vivai Veimaro, attivi dal 1970, sono una storia agricola che attraversa tre generazioni e che oggi trova nel Mirtillo Americano Powder Blue uno dei suoi simboli più luminosi.

Il Powder Blue nasce dall’incrocio tra Vaccinium corymbosum e Vaccinium ashei: una combinazione che gli dona vigoria, adattabilità e una sorprendente capacità di prosperare nei climi caldi. Cresce eretto, si allarga con eleganza, mantiene il fogliame anche d’inverno e regala frutti grandi, di un blu chiarissimo, dolci e rinfrescanti. La sua fruttificazione tardiva, da agosto, è quasi un gesto di calma: la pianta aspetta il momento giusto, poi esplode in produzione.

🌱 Una tecnica agricola che nasce dalla pratica e cresce con la prevenzione

Chi conosce i Vivai Veimaro sa che ogni pianta è il risultato di una cura costante. La loro tecnica agricola non è fatta di scorciatoie: è fatta di osservazione, cicli naturali, rinvasi calibrati, acqua gestita con intelligenza, e soprattutto prevenzione.

Da oltre dieci anni, questa tecnica è accompagnata da un alleato che ha cambiato il modo di mantenere le piante in energia: la Miscela CercoSano, armonizzata con AcquaBase di Torino, che i Veimaro sono autorizzati ad autoprodurre.

Questa sinergia permette alle piante di:

Bastano pochi giorni di trattamento ravvicinato perché le piantine tornino reattive, con foglie più vive e radici più attive. È una prevenzione che non sostituisce la buona pratica agricola: la rafforza, la completa, la rende più stabile.

🌸 Un vivaio che coltiva varietà, ma soprattutto fiducia

Nei Vivai Veimaro convivono molte famiglie di piante:

Ogni pianta è controllata, certificata, accompagnata nel suo ciclo naturale.


Il cliente riceve una pianta che non è solo “bella”: è stabile, preparata, resistente, perché cresciuta con un metodo che unisce esperienza e prevenzione naturale.

🌤️ Il clima cambia: la risposta è una pianta che sa difendersi

Negli ultimi anni, il cambiamento climatico ha messo alla prova anche le piante più robuste. Il Powder Blue, grazie alla sua rusticità, è una varietà che risponde bene. Ma nei Vivai Veimaro questa risposta è amplificata da un metodo che non si limita a “curare”: mantiene la pianta viva, nel senso più autentico.

La miscela CercoSano, applicata con costanza, aiuta la pianta a:

  • non collassare nei picchi di caldo

  • mantenere la fotosintesi attiva

  • allegare meglio

  • fiorire con continuità

  • resistere agli stress improvvisi

È un modo di coltivare che non si vede a occhio nudo, ma si sente nel risultato.

🌾 Conclusione: il Powder Blue come simbolo di un metodo che funziona

Il Mirtillo Powder Blue è una varietà che ama il caldo, cresce con vigore e regala frutti di qualità.

Ma nei Vivai Veimaro, nel Biellese, diventa qualcosa di più: diventa la prova che una tecnica agricola, quando è sostenuta da prevenzione naturale e da una miscela che rispetta la fisiologia della pianta, può affrontare anche le sfide del clima moderno.

È una storia che parla di piante, certo.Ma parla soprattutto di persone che da oltre cinquant’anni coltivano con rispetto, pazienza e intelligenza.

🌾 Una riflessione per il settore 

Forse è arrivato il momento di osservare con più attenzione ciò che accade nei campi, nei vivai, nelle aziende che sperimentano ogni giorno. La ricerca ufficiale è fondamentale, ma l’esperienza pratica può offrire spunti preziosi, soprattutto quando mostra risultati concreti e ripetuti nel tempo.

L’importante è che la decisione sia informata, tecnica e sostenibile.

Chi vuole un’agricoltura più sana e più resiliente oggi ha una strada concreta: autoprodurre, controllare, verificare.

L’innovazione non è un prodotto. È un metodo.

L’AcquaBase di Torino, integrata correttamente, rappresenta una leva tecnica semplice ma potente per migliorare la qualità del lavoro agricolo.

Il Metodo CercoSano è uno di questi strumenti: semplice, accessibile, aperto a chi desidera provarlo.

Per un Mondo più Sano! Soprattutto evitare più veleni!

 

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domenica 19 luglio 2026

2026 ~ Popillia japonica: perché le soluzioni “attrattive” richiedono prudenza

 

“Il coleottero si allontana perché le piante, sostenute dalla miscela CercoSano, reagiscono naturalmente e ritrovano equilibrio.”

La Popillia japonica è un coleottero vorace, capace di concentrarsi rapidamente sulle piante che trova più appetibili. Negli ultimi anni sono circolati diversi suggerimenti per contenerne la presenza nei giardini, alcuni dei quali si basano sull’idea di attirare l’insetto verso una pianta “esca” per preservare quelle più pregiate.

Tra queste proposte compare talvolta la vite americana, una specie ornamentale molto attrattiva per la Popillia. L’intenzione è buona: offrire al coleottero una pianta preferita, così da ridurre la pressione sulle altre. Tuttavia, questo approccio merita una riflessione attenta.

🍃 La vite americana come “pianta esca”: un’idea che può sembrare utile, ma…

La vite americana è realmente molto attrattiva per la Popillia. È proprio questa caratteristica, però, a renderla una scelta delicata.

  • Polo attrattivo — una pianta molto gradita richiama adulti da lontano.

  • Effetto concentrazione — più individui arrivano, più altri vengono richiamati.

  • Pressione crescente — una volta presenti, gli adulti non si limitano alla pianta esca.

  • Amplificazione del problema — si può finire per attirare più insetti di quanti se ne “devino”.

In pratica, la vite americana può comportarsi come una trappola vegetale. E quando si parla di insetti attratti da segnali visivi e olfattivi, il rischio è sempre lo stesso: portare il problema più vicino alle piante che si vogliono proteggere.

🪤 Il parallelo con le trappole: stessa logica, stesso rischio

Le trappole a feromoni sono utili solo per il monitoraggio, e vengono collocate dalle autorità in punti strategici proprio perché attirano più di quanto catturano.

Se un privato le installa nel proprio giardino, crea un polo attrattivo che richiama adulti da lontano. La vite americana, pur essendo una pianta e non un dispositivo, segue la stessa dinamica: attira → concentra → aumenta la presenza locale.

Ecco perché è prudente considerare con attenzione ogni proposta basata sull’attrazione.

🌪️ Quando molti adottano la stessa soluzione: nasce l’effetto “giardino calamita”
Il coleottero si allontana perché le piante reagiscono naturalmente grazie all’energia della miscela CercoSano con AcquaBase di Torino: un protocollo che non attira, ma rafforza.

In natura, ciò che attira non attira solo “un po’”: attira tutti. E se una proposta viene adottata da molte persone contemporaneamente, l’effetto non si somma… si amplifica.

Immaginiamo che in un quartiere, in una valle o in un paese, molti decidano di piantare la vite americana con l’idea di “deviare” la Popillia dalle piante più pregiate. Il risultato potrebbe essere molto diverso da quello sperato:

  • Aumento generale dell’attrazione

  • Concentrazione massiva

  • Pressione crescente su tutto il territorio

  • Effetto calamita collettivo

In pratica, se molti adottano la stessa soluzione attrattiva, si rischia di trasformare un’intera zona in un punto di richiamo per il coleottero. Un po’ come se tutti installassero trappole: invece di ridurre il problema, lo amplificherebbero.

🌱 Approccio più sicuro: non attirare, ma rendere il giardino “meno interessante”

Un metodo più equilibrato consiste nel non inventare poli attrattivi, ma nel lavorare sulla vitalità delle piante e sull’ambiente:

  • Rinforzo vegetativo

  • Soluzioni naturali non attrattive

  • Gestione manuale mirata

  • Evitare poli di richiamo

È un approccio che punta alla stabilità del giardino, non alla sua trasformazione in un punto di attrazione.

🌳 Il ruolo di Franco Veimaro: quindici anni di perfezionamento silenzioso

In questi anni, mentre molti cercavano soluzioni sempre nuove per contenere gli insetti, Franco Veimaro ha seguito una strada diversa: non inseguire nuove molecole, ma ascoltare le piante.

La miscela CercoSano con AcquaBase di Torino nasce proprio da questa filosofia: un protocollo semplice, leggero, ripetibile, che non attira il coleottero ma dà energia alla pianta, permettendole di reagire in modo naturale agli stress.

Franco ha osservato, corretto, semplificato, migliorato. Ha visto che quando la pianta è sostenuta nel modo giusto:

  • le radici cercano ciò che serve

  • la foglia diventa meno appetibile

  • la pianta interrompe il ciclo riproduttivo del coleottero

  • la biodiversità resta intatta

È la stessa idea che il Prof. Stefano Mancuso ripete spesso: le piante non sono passive, reagiscono, comunicano, si difendono. E quando trovano l’ambiente giusto, fanno molto più di quanto immaginiamo.

🌱 La miscela CercoSano: la soluzione del futuro perché è già la soluzione del presente

Oggi, dopo oltre quindici anni di applicazioni reali, la miscela CercoSano con AcquaBase di Torino rappresenta una delle poche pratiche che:

  • non attira

  • non concentra

  • non richiama insetti

  • non altera l’equilibrio del giardino

ma rafforza la pianta, che diventa essa stessa la difesa.

È un metodo che funziona nei giardini privati, ma soprattutto nelle aziende agricole che cercano stabilità, riduzione dei trattamenti e rispetto della biodiversità.

Non è una promessa: è ciò che succede da più di quindici anni.

🌟 Perché funziona davvero

La miscela CercoSano con AcquaBase di Torino:

In pratica, la pianta non invita il coleottero. E quando la pianta non invita, il coleottero se ne va.

🎯 Conclusione: il futuro è nella prevenzione naturale

Se molti adottano soluzioni attrattive, il rischio è di creare un “territorio calamita”. Se molti adottano il Metodo CercoSano, il risultato è l’opposto: un territorio che non attira, che non richiama, che non amplifica il problema.

È la differenza tra inseguire l’insetto e rafforzare la pianta.

Ed è proprio questo il contributo più grande di Franco Veimaro: aver trasformato un’idea semplice in un protocollo che oggi può essere la soluzione del futuro, perché rispetta la natura e si affida alla natura.

La fase acquosa è uno di quei dettagli che possono trasformare una buona miscela in una miscela eccellente.

 

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2026 ~ Miscele naturali per la varroa: una traccia tecnica in fase di sperimentazione

 

Negli ultimi anni diversi apicoltori stanno valutando l’uso di miscele naturali a base di timolo, mentolo ed eucaliptolo per contenere la pressione della Varroa destructor. Questi componenti sono già noti in apicoltura e vengono utilizzati in formulazioni a rilascio graduale. La loro efficacia dipende dalla corretta gestione della miscela e dalla capacità di distribuirla in modo uniforme all’interno dell’alveare.

🌱 Una sperimentazione reale: il caso di Beppe Mortara

In questo contesto, l’apicoltore Beppe Mortara sta conducendo una sperimentazione autonoma: prepara personalmente una miscela di timolo, mentolo ed eucaliptolo e utilizza AcquaBase di Torino (autoprodotta) esclusivamente come acqua tecnicamente preparata per amalgamare la miscela scelta e renderla più omogenea. I risultati di questa prova saranno osservati nel tempo, valutando la risposta delle colonie e la caduta naturale della varroa.

Questa traccia tecnica non è quindi un protocollo già validato, ma un percorso sperimentale da esplorare.

🔧 Preparazione autonoma della miscela

(dosi precise per 1 litro)

Ogni apicoltore può preparare la propria miscela in autonomia, scegliendo dosi e modalità secondo la propria esperienza in apiario. Una traccia tecnica semplice e già utilizzata prevede le seguenti dosi per 1 litro di miscela:

  • Timolo7 gocce

  • Mentolo7 gocce

  • Eucaliptolo7 gocce

  • AcquaBase di Torino25 ml (pari al 2,5% del volume totale)

  • Acqua distillata — fino a raggiungere 1 litro

Questa miscela può essere utilizzata liquida, oppure trasformata in gel, a seconda delle preferenze dell’apicoltore.

🧪 Perché molti apicoltori stanno valutando la forma gel

La forma gelificata sembra promettente perché:

  • permette un rilascio più graduale degli oli essenziali

  • migliora la distribuzione sulle piastrine o sui supporti porosi

  • evita colature e sprechi

  • mantiene la miscela più omogenea nel tempo

Questa scelta non è ancora consolidata, ma da esplorare.

🌿 Come trasformare la miscela in gel (metodo naturale)

Per ottenere un gel neutro, privo di estratti vegetali, gli apicoltori possono utilizzare gelificanti naturali come:

  • Gomma Xanthan8–10 g per litro

  • Gomma Guar purificata10–12 g per litro

  • Carragenine — dosi equivalenti per ottenere la stessa consistenza

Procedura naturale

  1. Preparare la miscela liquida con i componenti attivi e AcquaBase.

  2. Aggiungere il gelificante naturale scelto.

  3. Frullare per 2–3 minuti con un miscelatore o frullino.

  4. Lasciare riposare 12 ore per stabilizzare il gel.

  5. Applicare su piastrine o supporti a rilascio graduale.

🐝 Libertà totale per l’apicoltore

La miscela, liquida o gelificata, viene sempre preparata direttamente dall’apicoltore, secondo le sue scelte, le sue prove e le osservazioni sul campo. AcquaBase di Torino viene utilizzata esclusivamente come acqua tecnicamente preparata, senza attribuirle alcuna funzione sanitaria.

🔚 Conclusione: una traccia premonitrice

Questa proposta tecnica nasce da una sperimentazione reale condotta da Beppe Mortara. Solo dopo aver osservato gli sviluppi nel suo apiario sarà possibile valutare se questa strada potrà diventare un protocollo utile anche ad altri apicoltori.

È importante sottolineare che, in passato, alcune idee tecniche sono state imitate senza utilizzare AcquaBase di Torino, spesso per risparmiare o semplificare la preparazione. In molti casi, però, la miscela non si è sciolta correttamente, risultando disomogenea e poco efficace. Questo ha portato alcuni apicoltori a ritenere che “la miscela non funziona”, senza accorgersi che la base acquosa utilizzata non era quella corretta.

Per questo motivo, chi desidera sperimentare questa traccia tecnica dovrebbe assicurarsi che la miscela sia ben sciolta, omogenea e preparata con una quota definita di AcquaBase di Torino. Solo così sarà possibile confrontare i risultati e capire se questa sperimentazione potrà evolvere in un metodo condiviso, chiaro e replicabile.

La fase acquosa è uno di quei dettagli che possono trasformare una buona miscela in una miscela eccellente.

 

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