La collaborazione con due canili e ciò che ha rivelato
Negli anni ho avuto la possibilità di collaborare con due canili che avevano accettato di verificare il potenziale del Macrogel e del Macrosap75 sui loro ospiti. Non era un progetto commerciale, né una sponsorizzazione: era un accordo semplice, etico, basato sulla disponibilità reciproca e sulla volontà di aiutare animali spesso fragili, feriti o reduci da situazioni difficili.
Questa esperienza, pur non essendosi trasformata in un accordo stabile, ha lasciato un insegnamento importante: a volte un rimedio innocuo può fare la differenza, anche quando il sistema non sa dove collocarlo.
🐾 Le prime prove: foto, video e osservazioni dal campo
Gli operatori dei canili sono stati fin da subito molto collaborativi. Mi inviavano:
foto delle applicazioni
video dei miglioramenti
osservazioni quotidiane
impressioni dei veterinari che ruotavano nelle strutture
Il tono era sempre serio, rispettoso, professionale. E soprattutto: sempre positivo.
Non c’era entusiasmo ingenuo, ma una constatazione semplice e concreta:
“Funziona. È delicato. Non dà problemi. Gli animali lo tollerano bene.”
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sa di avere le cure giuste, Ne parlavo in questo articolo ricordate? |
Per me era una conferma preziosa: ciò che avevo visto per anni sulle persone — la capacità di un rimedio innocuo di offrire sollievo reale — si ripresentava anche sugli animali.
🧩 Il limite della sostenibilità
Per un periodo ho fornito gratuitamente i rimedi. Era un gesto naturale: volevo che potessero continuare a provarli, documentarli, valutarli.
Ma la realtà economica è quella che è: non potevo sostenere forniture continue e gratuite.
E qui è emerso il punto più delicato.
🐕🦺 Nessun accordo, nonostante i risultati
Nonostante la disponibilità, nonostante i risultati, nonostante la buona volontà da entrambe le parti… non c’è mai stato un accordo stabile.
Gli operatori erano sinceri:
“Ci piacerebbe, ma non possiamo impegnarci.”
I veterinari erano prudenti:
“Non possiamo esprimerci ufficialmente su un prodotto che non è un farmaco.”
E inevitabilmente, nel momento in cui proponevo una continuità, diventavo “il venditore”. Non per colpa loro, né mia: è il ruolo che il sistema assegna a chi propone qualcosa che non rientra nelle categorie ufficiali.
🧩 Il paradosso dei canili
I canili, giustamente, riescono a raccogliere fondi per:
cibo
medicinali
interventi urgenti
E documentano tutto con trasparenza, pubblicando scontrini e ricevute.
In quel contesto, sarebbe stato naturale inserire anche un rimedio innocuo, economico, utile, già testato da loro stessi. Un rimedio che non sostituisce nulla, ma aggiunge comfort, riduce fastidi, accelera il recupero della pelle.
Eppure non è stato possibile.
Non per mancanza di fiducia. Non per mancanza di risultati. Semplicemente perché non esiste uno spazio ufficiale per ciò che non è né farmaco né dispositivo medico.
🌱 La verità che resta
Questa esperienza mi ha insegnato una cosa importante:
A volte un rimedio innocuo può fare la differenza, ma non sempre trova il suo posto nel sistema.
Eppure, ciò che conta davvero è che:
gli animali hanno beneficiato del Macrogel e del Macrosap75
gli operatori hanno visto i risultati
i veterinari non hanno mai sollevato obiezioni
la collaborazione è stata reale, concreta, umana
Non è stato possibile trasformarla in un accordo formale. Ma ciò che è accaduto resta una testimonianza preziosa del potenziale dei rimedi naturali quando vengono usati con buon senso, osservazione e rispetto.
🎯 Perché raccontarlo oggi
Perché molti professionisti — veterinari, operatori, volontari, educatori — cercano strumenti semplici, delicati, non invasivi, che possano offrire sollievo senza rischi.
E perché questa storia mostra una sfumatura che spesso sfugge: non tutto ciò che funziona trova automaticamente un posto nel sistema. Ma ciò non toglie valore all’esperienza, né al beneficio reale osservato — soprattutto quando i rimedi sono composti con AcquaBase di Torino, utilizzata da sempre per potenziare le sostanze naturali impiegate nella loro produzione.
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