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domenica 12 aprile 2026

2026 ~ Quando anche gli scettici si ricredono: una macchia d’olio, una scopa e la schiuma attiva con AcquaBase di Torino

 Ci sono situazioni quotidiane che parlano più di molte spiegazioni. Una di queste è accaduta nel mio cortile, davanti a una vecchia auto che perdeva olio dal motore. Ogni volta che ripartiva, lasciava sul cemento una macchia scura, larga quasi 30 cm²: segno di un motore stanco e di un olio ormai molto sporco.



L’autista, dispiaciuto e imbarazzato, cercava di rimediare come poteva: un cartone sotto la macchina, nella speranza di non macchiare il pavimento. Ma un cartone impregnato d’olio diventa un rifiuto difficile da gestire, e non risolve il problema alla radice.

Sapendo di avere a disposizione la mia schiuma attiva – una miscela semplicissima di AcquaBase e sapone liquido – lo tranquillizzai. Gli dissi che avrei rimosso io la macchia ogni volta che si fosse formata. Non servivano cartoni, né prodotti aggressivi.




Il metodo, nella sua semplicità

Uso da anni una pompetta che genera schiuma in modo ideale: quella del Cif Green Crema Multiuso Spray 650 ml.

La compro esclusivamente per la macchinetta, perché è una delle poche che produce una schiuma fine e stabile, perfetta per la mia miscela. Quando mi serve, svuoto il contenuto nelle altre pompette che tengo in casa – nei bagni, in garage, nelle zone dove lo sporco richiede un intervento più deciso.


In questi ambienti posso permettermi di utilizzare, come complemento alla mia schiuma attiva, un tensioattivo più “forte” rispetto al classico sapone per piatti. Non è una scelta abituale, ma in certe situazioni è utile. Resta comunque l’AcquaBase il vero elemento che potenzia tutto il sistema, rendendo efficace anche una miscela così semplice.


La miscela che preparo è sempre la stessa:


– 2 litri di acqua

– 1 tazza di sapone liquido concentrato per piatti

– 50 ml di AcquaBase di Torino (25 ml per litro)


È una diluizione che conosco bene e che mi permette di avere sempre la schiuma attiva pronta. Nel contenitore travaso semplicemente ogni volta, senza complicazioni.


Spruzzo la schiuma direttamente sulla macchia d’olio e la lascio agire qualche secondo. Poi interviene la mia “attrezzatura professionale”: una vecchia scopa consumata, che ormai funziona come una spazzola.


Strofino leggermente e raccolgo la polvere del cortile, qualche fogliolina secca, tutto ciò che il vento porta. È un doppio vantaggio: si rimuove la macchia e si pulisce la zona.


Ripeto l’operazione due o tre volte. Il risultato sorprende sempre: la macchia scompare senza fatica. Rimane solo una lieve ombra, non scivolosa e quasi invisibile.



Ripeto l’operazione due o tre volte. Il risultato sorprende sempre: la macchia scompare senza fatica. Rimane solo una lieve ombra, non scivolosa e quasi invisibile.

La reazione degli scettici

Chiunque abbia provato a togliere una macchia d’olio dal cemento con acqua e sapone sa che è quasi impossibile. Per questo, chi osserva il mio metodo parte scettico e finisce stupito.

Uno di loro, dopo aver visto la macchia sparire, ha esclamato: “Non volevo crederci.”


Non so spiegare scientificamente cosa accada nel dettaglio. So solo che AcquaBase, come sempre, amplifica l’efficacia del sapone e permette di ottenere ciò che normalmente richiederebbe prodotti chimici molto più aggressivi.

Una soluzione pratica, etica e alla portata di tutti

Nessun trucco, nessuna promessa. Solo un metodo semplice, ripetibile e rispettoso dell’ambiente. E soprattutto: niente sprechi, niente cartoni impregnati d’olio da smaltire, niente complicazioni.

A volte basta osservare, provare e lasciarsi sorprendere.

Per un Mondo più Sano! Soprattutto evitare i veleni!

 

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  • #AcquaBase dal 1997 è la Base per i "Rimedi Alternativi"

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    Carmine Zannella
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