La storia del Biolady è la storia di un prodotto semplice, nato per essere utile, e di un percorso che ha attraversato incomprensioni, verifiche, ostacoli burocratici e, alla fine, una trasformazione coerente con la sua natura originaria.
Le origini: un detergente ecologico universale
All’inizio degli anni 2000 Biolady nasce come detergente ecologico concentrato, pensato per ridurre l’impatto ambientale e semplificare la vita quotidiana. La sua formula, completamente priva di sostanze tossiche, era stata progettata per essere:
sicura per le persone e per gli animali
biodegradabile
efficace con dosi minime
utilizzabile in molte applicazioni domestiche e professionali
Il prodotto veniva venduto come detergente, senza alcuna promessa diversa da quella di pulire in modo più responsabile.
Le prime scoperte spontanee degli utenti
Furono alcuni clienti, non io, a notare effetti sorprendenti sulle piante: foglie più lucide, maggiore vigore, minore presenza di insetti dannosi. Queste osservazioni non erano state cercate né pubblicizzate. Erano semplicemente il risultato di un prodotto pulito, privo di residui nocivi, che non interferiva con la fisiologia vegetale.
Per anni ho continuato a dichiarare ciò che era vero: Biolady era un detergente ecologico, non un fitofarmaco.
Il riconoscimento pubblico
Nel 2007 Biolady riceve un premio come “prodotto più ecologico” in un evento dedicato all’innovazione ambientale. Un riconoscimento che confermava la bontà del lavoro svolto e la trasparenza della formula.
L’incontro con il botanico Angelo Tosi: dal dubbio alla stima reciproca
Tra le tappe più significative della storia del Biolady c’è l’incontro con Angelo Tosi, botanico e profondo conoscitore delle piante. Non fu un incontro nato per cercare approvazioni: fu un confronto diretto, sincero, inizialmente anche critico.
Tosi, infatti, non credeva che un detergente ecologico potesse avere effetti positivi sulle piante. Secondo lui, per la sua composizione, il Biolady avrebbe dovuto attirare gli insetti, non allontanarli come sostenevano alcuni utilizzatori.
Io non cercai di convincerlo con argomenti teorici. Gli proposi semplicemente di provarlo su alcune piante, senza cambiare nulla del suo metodo, e di osservare i risultati con i suoi occhi.
Accettò, con lo scetticismo di chi vuole capire davvero.
Dopo alcune settimane mi contattò: voleva comprendere come fosse possibile che un prodotto così semplice, privo di sostanze aggressive, potesse migliorare la vitalità delle foglie e ridurre la presenza di insetti dannosi.
Da quel momento nacque un dialogo tecnico, rispettoso, basato sull’osservazione e non sulle ipotesi. Parlammo di fisiologia vegetale, di residui, di traspirazione fogliare, di come un prodotto pulito possa non interferire con i processi naturali.
Fu un incontro che non trasformai mai in pubblicità. Era un confronto tra due persone che cercano la verità, non il consenso.
Nel 2009 Angelo Tosi ci lasciò. Di lui mi è rimasto un ricordo limpido, fatto di sincerità, rigore e curiosità autentica. Non lo dimenticherò mai.
Quell’esperienza mi confermò una cosa che vale ancora oggi: quando un prodotto è onesto, anche chi parte scettico finisce per riconoscerlo.
2010: il sequestro e l’incomprensione
Nel 2010, durante un controllo dei NAS, il prodotto viene sequestrato. Non per la formula, non per la sicurezza, non per un rischio per la salute pubblica.
Il motivo era puramente burocratico: in etichetta compariva la parola “repellente”, termine riservato ai presidi medico-chirurgici.
Nonostante Biolady non contenesse alcuna sostanza classificabile come tale, la normativa imponeva che quella parola non potesse essere utilizzata.
Il sequestro fu un colpo duro. Non per la sostanza del prodotto, che non venne mai contestata, ma per l’impatto sulla mia attività e sulla percezione esterna.
La scelta più difficile: ricominciare
Avrei potuto cambiare formula, aggiungere ingredienti “di facciata”, trasformare Biolady in qualcosa che non era. Non l’ho fatto.
Ho scelto la strada più coerente: ripartire da zero, rispettando la normativa e mantenendo intatta la filosofia originaria.
Da questa scelta nasce il percorso che porta alla trasformazione del prodotto in:
CPCS – Corroborante Propolis Cercosano
Un’evoluzione naturale, non una forzatura. Un prodotto che:
rispetta la normativa agricola
mantiene la totale sicurezza per persone e ambiente
valorizza l’uso della propoli come sostanza naturale di supporto
rimane coerente con la mia etica: nessuna promessa miracolistica, nessuna scorciatoia
Perché il Corroborante è stato sospeso
Il CPCS era stato regolarmente messo in commercio. La normativa, però, impone che ogni corroborante riporti una data di scadenza e che la produzione avvenga in lotti minimi di almeno 300 litri.
Per un ricercatore indipendente come me, che non utilizza canali commerciali aggressivi e non vuole creare giacenze inutili, questi volumi rappresentavano un rischio concreto: non avrei potuto garantire la vendita dell’intero lotto entro la data limite, e non avrei mai accettato di distribuire un prodotto oltre il termine indicato.
Per questo motivo ho scelto la strada più responsabile: sospendere la produzione del corroborante.
La nascita di AcquaBase di Torino
Da questa scelta nasce AcquaBase di Torino, una soluzione tecnica che:
non richiede data di scadenza
mantiene la sua stabilità nel tempo
invita semplicemente a consumare il contenuto entro 12 mesi dall’apertura
permette di lavorare con piccoli lotti, senza sprechi e senza pressioni commerciali
rimane coerente con la mia filosofia: utilità, sicurezza, trasparenza
È stata una decisione difficile, ma necessaria per continuare a lavorare con la stessa libertà e integrità che mi accompagnano dal primo giorno.
Cosa resta di questa storia
Resta una lezione importante: la trasparenza non protegge sempre dalle incomprensioni, ma protegge la coscienza.
Resta la consapevolezza che un prodotto può essere sequestrato, ma la fiducia delle persone no.
Resta la certezza che ogni trasformazione, se guidata dalla coerenza, diventa un passo avanti.
E resta soprattutto una verità che non cambia: il mio lavoro non è mai stato quello di vendere illusioni, ma di offrire strumenti utili, sicuri e rispettosi della vita.
Per un Mondo più Sano! Soprattutto evitare i veleni!
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