L’Apicoltura G. Mortara opera nel territorio di Ozzano con un approccio fondato sull’osservazione costante delle colonie e sul rispetto dei ritmi naturali delle api. Le arnie sono collocate in aree selezionate per la qualità delle fioriture e per la distanza da fonti di disturbo, così da garantire condizioni ambientali favorevoli durante tutto l’anno.
La gestione degli alveari privilegia interventi mirati e a basso impatto, con particolare attenzione alla salute delle famiglie e alla stabilità della covata. Ogni fase della produzione viene condotta con criteri semplici e rigorosi: raccolta nei tempi ottimali, estrazione a freddo, filtrazione leggera e assenza di trattamenti termici. Questo permette di preservare aromi, enzimi e caratteristiche naturali del miele.
Ogni lotto viene verificato per umidità, cristallizzazione e purezza, così da assicurare un prodotto conforme agli standard di qualità richiesti. L’attività affianca alla produzione anche momenti di confronto e supporto agli apicoltori locali, con l’obiettivo di promuovere pratiche sostenibili e una gestione consapevole degli alveari.
Il miele ottenuto riflette il territorio, le fioriture e l’andamento stagionale: un prodotto semplice, naturale e frutto di un lavoro attento e rispettoso dell’ambiente.
Da molti anni Giuseppe “Beppe” Mortara utilizza AcquaBase autoprodotta, seguendo lo stesso approccio adottato da realtà agricole storiche come Vivai Veimaro e Tutto Zucche. Il suo metodo è sempre stato lineare e rigoroso: provare, osservare, verificare. E quando un risultato si ripete nel tempo, documentarlo.
Nel corso degli anni ha raccolto appunti, fotografie, video e impressioni spontanee. Tra queste, una delle osservazioni più significative riguarda ciò che lui definiva:
“Il raggio d’azione a 360° dell’AcquaBase.”
🔍 Come nasce questa intuizione
Durante le attività quotidiane in apiario – pulizia delle arnie, manutenzione, gestione dei materiali – Beppe notava che l’AcquaBase:
migliorava la bagnatura delle superfici
rendeva più uniforme la stesa delle miscele
facilitava la pulizia, senza aloni o zone non raggiunte
permetteva una distribuzione omogenea, anche in punti difficili
Da qui la sua frase, semplice ma precisa:
“Sembra che lavori a 360°.”
Non si trattava di un effetto “sulle api” o “sulle piante”, ma di un miglioramento della miscela e del modo in cui questa aderiva e si distribuiva sulle superfici.
📄 Una testimonianza che vale ancora oggi
La forza di questa esperienza sta nella sua autenticità:
è una prova autonoma, fatta da un operatore reale
nasce da anni di utilizzo costante
è coerente con ciò che molte altre aziende agricole hanno osservato
anticipa il linguaggio tecnico che oggi utilizziamo per descrivere l’AcquaBase
Il suo articolo del 2017, pubblicato qui: https://cercosano.blogspot.com/2017/11/360-e-il-raggio-di-azione-dellacquabase.html rappresenta una delle prime testimonianze spontanee che hanno contribuito a definire il Metodo CercoSano come pratica concreta, osservabile e ripetibile.
🎯 Perché riproporla oggi
Perché racconta un percorso reale. Perché mostra come nasce una buona pratica. E perché testimonianze come quella di Beppe – sincere, tecniche, non commerciali – danno valore al lavoro di chi utilizza l’AcquaBase da anni e ne ha verificato gli effetti nella quotidianità.
Per un Mondo più Sano! Soprattutto evitare i veleni!
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| LA SCHEDA TECNICA |
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- #AcquaBase dal 1997
- è la Base per i "Rimedi Alternativi"
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