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Il Regolamento (UE) 2026/840 aggiorna gli LMR dei composti rameici, con un impatto diretto sui protocolli agronomici, soprattutto in viticoltura e orticoltura. L’innalzamento dell’LMR dell’uva da vino da 50 a 100 mg/kg non va interpretato come un allentamento, ma come un adeguamento tecnico necessario per evitare blocchi produttivi in presenza di:
suoli con elevata dotazione naturale di rame
accumuli storici dovuti a decenni di trattamenti
condizioni pedoclimatiche che favoriscono la persistenza del metallo
L’Efsa aveva già evidenziato che una quota significativa dei superamenti non derivava dai trattamenti, ma da fattori ambientali e pedologici. Il nuovo regolamento recepisce questa complessità, ma conferma la direzione strategica: riduzione progressiva dell’input rameico e maggiore coerenza applicativa.
📊 Impatti sui protocolli agronomici
Per tecnici e aziende, le implicazioni operative sono chiare:
necessità di ridurre il numero di interventi senza compromettere la copertura
maggiore attenzione alla qualità della distribuzione e alla bagnatura fogliare
gestione più fine dei volumi d’acqua
riduzione degli sprechi e delle sovrapposizioni
integrazione di strumenti non residuali nelle fasi di sospensione
documentazione più accurata delle pratiche
Il rame rimane autorizzato, ma il margine di manovra si restringe: la differenza la farà la precisione tecnica, non la quantità.
🧪 Ruolo tecnico di AcquaBase di Torino nei protocolli di riduzione
Nel contesto attuale, strumenti neutri, non residuali e compatibili con tutti i disciplinari assumono un ruolo strategico.
AcquaBase di Torino, utilizzata come base acquosa naturale, offre vantaggi tecnici rilevanti:
assenza totale di sostanze attive
assenza di residui e nessun impatto sugli LMR
stabilità fisica elevata grazie alla decantazione
supporto alla coerenza delle superfici fogliari
miglioramento della uniformità di distribuzione nelle miscele
può essere impiegata come base neutra nelle fasi in cui non si effettuano trattamenti rameici
compatibile con protocolli biologici, integrati e biodinamici
Non sostituisce i trattamenti rameici, ma li integra in una logica di riduzione e ottimizzazione, soprattutto nei periodi di transizione o nelle finestre climatiche sfavorevoli.
📄 Per approfondire
🔚 Conclusione per tecnici
Il nuovo quadro normativo non chiede semplicemente di “usare meno rame”, ma di gestirlo con maggiore coerenza tecnica. La differenza, nei prossimi anni, la faranno:
la qualità delle superfici fogliari
la stabilità delle miscele
la capacità di integrare strumenti neutri
la documentazione delle pratiche
Chi saprà lavorare in questa direzione avrà meno criticità nei controlli e maggiore continuità operativa.
Per un Mondo più Sano! Soprattutto evitare i veleni!
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